Antifurto Roma

Detrazione fiscale impianto di allarme 2020

Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio beneficiano di importanti agevolazioni fiscali, sia quando si effettuano sulle singole unità abitative sia quando riguardano lavori su parti comuni di edifici condominiali. La più conosciuta tra queste agevolazioni è sicuramente quella disciplinata dall’articolo 16-bis del Dpr 917/86, che consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. Per le spese effettuate nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 30 giugno 2013, il decreto legge n. 83/2012 ha elevato al 50% la percentuale di detrazione e a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio. Questi maggiori importi sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti successivi. Da ultimo, la legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 30 dicembre 2018) ha rinviato al 31 dicembre 2020 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%) e del limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

In questo 2019 e per tutto il 2020 chi installa un allarme o un sistema di videosorveglianza può usufruire del cosiddetto “Bonus sicurezza”, ossia una detrazione fiscale del 50% a copertura della spesa sostenuta fino a un massimo di 96.000 Euro.

Anche se parliamo di bonus sicurezza oppure di bonus videosorveglianza, non esiste una dicitura propriamente corretta: la sicurezza, appartiene alle voci che compongono il bonus ristrutturazione edilizia, ossia quel rimborso statale per incentivare i privati a rendere più moderne, efficienti energeticamente e sicure le proprie abitazioni.

Nonostante questo, si tende a parlare di bonus sicurezza attraverso l’utilizzo e l’installazione di allarmi, antifurti e sistemi di sorveglianza digitali.

A quanto ammontano le detrazioni e come avviene il rimborso?

Il bonus sicurezza è perfettamente sovrapponibile al bonus ristrutturazione, nel senso che gli interventi di miglioramento della sicurezza possono essere considerati, a tutti gli effetti, come parte di una ristrutturazione.

Pertanto anche per il bonus sicurezza valgono le stesse regole che sono valide per il bonus ristrutturazione: c’è un tetto massimo della spesa che si può portare in detrazione, fissato in 96.000 Euro, mentre il rimborso viene calcolato nella misura del 50% dell’importo speso.

Il bonus sicurezza 2019 viene rimborsato sotto forma di detrazione IRPEF in 10 rate annuali, tutte di uguale importo.

Il rimborso comincia dall’anno successivo rispetto a quello in cui vengono effettuati i lavori (quindi, nel nostro caso, dal 2020).

Oltre a poter arrivare al massimo a 9.600 €/anno (ossia 96.000€ / 10), il rimborso non può superare la capienza IRPEF del richiedente.

Esempio: se la spesa sostenuta per la ristrutturazione della casa è di 135000 €, si possono portare in detrazione le spese solo fino a un massimo di 96000 €. Per contro, se la spesa ammonta a 72000 €, l’importo che si può portare in detrazione è di 72000 €. Se però la capienza IRPEF annuale del richiedente fosse, per esempio, di 6500€, il rimborso sarebbe di 6500 €/anno.

Quali spese per la sicurezza si possono portare in detrazione?

Grazie al bonus sicurezza 2019 si possono detrarre tutte le spese sostenute per l’installazione dei sistemi di videosorveglianza digitale (come le telecamere a circuito chiuso) e degli allarmi antifurto, compresi quelli a tecnologia attiva come il nebbiogeno.

E’ possibile richiedere la detrazione per:

  • le spese per il sopralluogo
  • il costo di realizzazione del progetto
  • i lavori installazione e i materiali (cavi elettrici, canaline, ecc.)
  • la certificazione di conformità alla legge sulla privacy

Oltre a queste, il bonus 2019 copre una vasta gamma di spese legate alla sicurezza: la posa di porte blindate, l’installazione di lucchetti e/o inferriate alle finestre, l’acquisto di casseforti a muro, la sostituzione di recinzioni e cancellate, etc.

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