Allarme casa, come collegarlo con la polizia

Collegare il proprio allarme di casa alla centrale delle forze dell’ordine; quali sono gli step da seguire e come fare concretamente? Il collegamento del proprio impianto antifurto casa con una centrale di polizia è sempre una scelta saggia che può incrementare notevolmente la sensazione di sicurezza all’interno della propria abitazione.
In massima sintesi un sistema di questo genere garantisce maggiore protezione in quanto, nel malaugurato caso di intrusione da parte di ladri, non si limita a far suonare la sirena, ma manda un segnale diretto alle forze dell’ordine collegate, che possono essere anche servizi di vigilanza privata.
Queste a loro volta potranno intervenire rapidamente per mettere in fuga i malintenzionati. Ovviamente il collegamento dell’allarme alla centrale delle forze dell’ordine può avvenire soltanto se queste hanno la relativa certificazione prescritto a livello europeo.

Come collegare un antifurto con le forze dell’ordine

Un dispositivo di questo genere offre quindi grandi garanzie in materia di sicurezza. Ma dal punto di vista materiale, quali sono i passaggi da portare a termine per collegare un antifurto con le forze dell’ordine o con un sistema di vigilanza privata? Il primo step è ovviamente quello di cercare il comando più vicino alla propria abitazione, il che sarà fondamentale nel caso di tentata intrusione.
Il passaggio successivo è dato dalla compilazione di appositi moduli, sottoscritti e firmati, che vanno a garantire la certificazione di conformità dell’impianto oltre che la dichiarazione dei vari requisiti tecnici indicati dall’installatore. Attenzione a garantirsi che tutto quanto sia correttamente funzionante e di qualità, il rischio è quello di affidarsi ad un impianto di allarme scadente che produca in continuazione falsi allarmi, suonando quando non dovrebbe e allertando così le forze dell’ordine senza un reale motivo.

Antifurto collegato con le forze dell’ordine, quali rischi?

Quali sono i rischi e le criticità di un sistema di allarme di questo genere? Ce ne sono alcune da non sottovalutare, come ad esempio i falsi allarmi che potrebbero allertare le forze dell’ordine senza una necessità reale. Il che non è un aspetto marginale in quanto può portare ad incorrere nel reato noto come procurato allarme.
In sostanza se non si pone la giusta attenzione alla tipologia di allarme, alla qualità dello stesso, al modo in cui viene settato, il rischio è quello di incappare in una denuncia per procurato allarme; l’esempio tradizionale è dato dall’antifurto che inizia a suonare perché ci si dimentica di spegnerlo al rientro in casa. La centrale operativa andrebbe comunque a ricevere l’allarme e si tratterebbe in quel caso di procurato allarme. Ovviamente non è un qualcosa che può portare ad una denuncia dalla prima mancanza, ma a lungo andare nel caso di più allarmi procurati senza una necessità il rischio di cadere in questa situazione sarebbe più che mai concreto.